IL MARMO NELL’ARCHITETTURA

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"La storia della prospettiva può essere concepita sia come una sistematizzazione del mondo esterno, sia come un ampliamento della sfera dell'io."

Erwin Panofsky

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L’uso del marmo e delle pietre avviene particolarmente nel bacino del Mediterraneo ed era già diffuso nella cultura preistorica: architettura cretese e micenea.

 

Ricostruzione degli appartamenti reali dalla parte occidentale del cortile centrale.

Cnossos, Creta – Architettura Minoica

Museo Archeologico di Heraklion - Creta

I palazzi micenei, posti in posizione dominante su alture circondate da mura, hanno un aspetto più regolare ed ordinato rispetto a quelli cretesi. Di particolare interesse è soprattutto la famosa Tomba di Agamennone, anche chiamata Tesoro di Atreo, costituita da un tholos a pseudo-cupola.

Tholos - Tesoro di Atreo,  Micene

Nella civiltà classica del VI secolo a.C., grossi blocchi di marmo vengono adoperati dagli antichi greci per la costruzione dei Tempi ad Atene.

Il marmo greco "pentelico" e quelli delle isole di Tassos, Paros e Naxos, furono usati per il Partenone, i Propilei, il Tempio di Atena Nike ec.

Durante quel periodo si ebbe un grande sviluppo delle tecniche di lavorazione, con eccellenti applicazioni nel campo scultoreo e decorativo nell’architettura.
Nascono i tre ordini:

L'ordine dorico presenta una colonna priva di base che poggia direttamente sullo stilobate, è rastremata verso il basso ed è percorsa verticalmente da una serie di scanalature abbastanza taglienti. In alto passa una linea verticale subito sotto il capitello formato da una specie di cuscino abaco ed una lastra quadrangolare echino. A circa un terzo dell'altezza la colonna subisce un rigonfiamento detto entasi, serve a togliere l'effetto ottico per il quale la colonna pare assottigliarsi, così come quello di fare più grandi le colonne ad angolo. Anche l'architrave vuole mostrare la stessa staticità, il fregio decorato alterna triglifi e lastre quadrangolari poco scolpite metope. Infine il tempio si conclude con due zone triangolari spioventi, frontoni o timpani, nelle quale sono raffigurate delle scene.

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L'ordine ionico no si appoggia direttamente al tempio ma ha una base composta da sporgenze e rientranze dette rispettivamente tori e trochili. La colonna è, come quella dorica, rastremata verso l'alto ma, le scanalature sono di più, ventiquattro, e gli intervalli sono arrotondati, quindi non taglienti. Nel capitello l'echino è ornato con decorazioni ovoidali, ovoli, e fra esso e l'abaco quadrato, un terzo elemento, il pulvino, si curva lateralmente in due ampie volute; l'architrave si divide in tre fasce sormontate da un unico fregio sul quale sono incise figure di animali. Questo stile quindi a differenza del dorico è molto più dolce ed aggraziato, tale da testimoniarne anche la diversa origine, non di popolo guerriero ma, del sud, nel mare, e quindi più raffinato.

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L'ordine corinzio, è il più raffinato dei tre ma ha uno sviluppo più tardo, parte nel V secolo a.C. e particolare applicazione nel periodo Ellenistico; comunque la sua più evidente differenza, oltre ad una maggior cura e sofisticatezza, rispetto agli altri due ordini, risiede nel capitello, formato da delle foglie di acanto stilizzate.

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L'uso del marmo continua nell'architettura romana, nell'arte e architettura bizantina (Ravenna, Costantinopoli, Venezia); nel Rinascimento, nell'architettura gotica, quella barocca e nel periodo neoclassico. Nell'architettura contemporanea invece, il marmo viene usato come decorazione nell'edilizia.

architettura bizantina...

 

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