Il dibattito teorico sul
primato delle arti sviluppatosi nel Rinascimento,
riconosceva alla scultura - in pietra - una dignità maggiore, rispetto alle
altre tecniche statuarie relegate, secondo una tripartizione
gerarchica, ad un ruolo secondario.
A tale proposito, se Michelangelo
teorizzava che per scultura è da intendersi solo quell’arte che
"... si fa per forza di levare; quella che si fa per via di porre
è simile alla pittura", il Vasari, ad ulteriore conferma,
affermava che la specificità della scultura consisteva proprio nel
fatto del levare "... il superfluo dalla materia", cioè dalla
pietra, per "...ridurre a forma di corpo che nella idea dello
artefice è disegnata".
Nella scultura quindi, il
lavoro viene eseguito dall'esterno (dalla superficie del blocco di
marmo), verso l’interno, fino ad arrivare a raffigurare l'immagine
levando materia. Michelangelo
disse che la statua era già nel blocco di marmo. Il suo compito sarebbe
stato quello di togliere le parti in eccesso.
Da tenere ben presente che
una volta tolto un pezzo da una massa originale, non può più essere
messo a posto; pertanto è indispensabile un controllo sulla tecnica di
squadraggio.
Per la realizzazione di un’opera
scultorea, solitamente si parte da bozzetti (piccoli proplasmi) in creta
o cesso oppure da opere progettate su carta.
La parola "plastica"
etimologicamente legata anch'essa al verbo greco "πλασσω"
e ai suoi derivati, si adopera per indicare la modellazione di
materie malleabili con l'aiuto di strumenti (spatole, stecche,
bulini, ecc.) e delle stesse mani dell'artista.
Fin dai tempi più antichi
gli scultori hanno fatto ricorso all’uso di "modelli"
di piccole dimensioni, in creta o in cera, che servivano sia per l’elaborazione
iniziale dell’idea "plastica" sia come punto di
riferimento durante la lavorazione: le misure del modello venivano
infatti riportate sul blocco o con il compasso da scultore o con il filo
a piombo, partendo dai punti più sporgenti.
Questi "modelli",
i quali danno inizio alla realizzazione dell’idea "plastica",
sono le opere definite come "plastica ornamentale". Più che
le opere, è il processo stesso per la realizzazione di queste e
consiste nel fatto che l'opera viene creata dal suo interno verso
l'esterno; cioè sovrapponendo la materia plastica (creta, cera,
plastilina), fino al raggiungimento della forma desiderata.