Il vocabolo "scultura" deriva
dal latino "sculptura", a sua volta tratto da "sculptus",
participio passato del verbo "sculpere", cioè scolpire.
Il termine scultura è
attestato dalla metà del Quattrocento in poi e indica l’arte, la
tecnica dello scolpire, di rappresentare plasticamente delle figure,
dando forma a una materia.
Come termine implica l'idea,
in senso più specifico, dell'intaglio operato nelle materie dure
mediante attrezzi appuntiti o taglienti (seghe, scalpelli, punteruoli,
trapani ecc.).
Le figure possono essere
immagini a tutto tondo - come le statue - oppure in rilievo, ottenute
modellando un materiale molle o attraverso la tecnica dell’incisione.
Quando la materia è
costituita da un metallo, con la scultura si definiscono i procedimenti
di fusione e getto dei metalli in una forma.
I principali processi di
lavorazione attraverso i quali si ottengono sculture sono quindi l’intaglio
in materie dure, la modellazione di materie molli, e la fusione di
metalli.
Oggi si possono creare delle
sculture adoperando moderne tecniche di assemblaggio di vari materiali.
Un’altra accezione
importante della parola scultura risale probabilmente al Duecento, ed è
quella di opera scolpita. Con questo termine si definiscono immagini a
tutto tondo - le statue - ma anche motivi ornamentali, fregi e
incisioni.
Si possono distinguere vari
tipi di scultura: alto rilievo, basso rilievo, tutto tondo, lo
stiacciato, incavo, etc..
Una scultura si estende in
tre dimensioni - altezza, larghezza e profondità - e con il suo volume
occupa uno spazio, mentre la luce e le ombre ne modellano le forme.
Le sculture esposte al
pubblico possono avere dimensioni monumentali - ad esempio le statue
equestri - e spesso rappresentano una idealizzazione della figura umana.
Un altro valore più
generale del termine scultura - che troviamo attestato nell’Ariosto -
è quello di produzione scultorea di una determinata scuola o periodo.
Oggi la scultura ha varie
destinazioni: viene applicata ad esempio nella decorazione degli oggetti
per renderli più ricchi e originali. Come decorazione plastica la
scultura si sviluppa anche nell’ambito dell’artigianato. Pensiamo ai
mobili, alle armi, agli strumenti musicali e agli arredi sacri.
Dal vocabolo scolpire
derivano alcune metafore: Giacomo Leopardi, ad esempio, invitava a
scolpire le parole, ovvero "scolpirle" nella carta, affinché
queste divengono patrimonio della memoria collettiva.
Vi sono infine modi di dire
legati alla parola scultura: alcune immagini, persone o parole possono
restare scolpite nella memoria, nella mente e soprattutto nel cuore.
Riferendosi agli esseri umani, si può parlare di posa scultorea,
profilo scultoreo e anche di corpo scultoreo.