scultura e plastica ornamentale  Vai...

 

 

ETIMOLOGIA

 

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"Tutte le opere che si vengono fatte da Iddio della natura in cielo e in terra sono tutte di scultura."

Benvenuto Cellini

  

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"sculptura"

 

 

Kouros di Volomandra VI° sec. a.C.

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Particolare da stella funeraria 560 a.C.

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"Agamemnon" XVI° a.C.

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fodere d'armi - Micene XVI° a.C.

 

Il vocabolo "scultura" deriva dal latino "sculptura", a sua volta tratto da "sculptus", participio passato del verbo "sculpere", cioè scolpire.

Il termine scultura è attestato dalla metà del Quattrocento in poi e indica l’arte, la tecnica dello scolpire, di rappresentare plasticamente delle figure, dando forma a una materia. 

Come termine implica l'idea, in senso più specifico, dell'intaglio operato nelle materie dure mediante attrezzi appuntiti o taglienti (seghe, scalpelli, punteruoli, trapani ecc.).

Le  figure possono essere immagini a tutto tondo - come le statue - oppure in rilievo, ottenute modellando un materiale molle o attraverso la tecnica dell’incisione.

Quando la materia è costituita da un metallo, con la scultura si definiscono i procedimenti di fusione e getto dei metalli in una forma.

I principali processi di lavorazione attraverso i quali si ottengono sculture sono quindi l’intaglio in materie dure, la modellazione di materie molli, e la fusione di metalli.

Oggi si possono creare delle sculture adoperando moderne tecniche di assemblaggio di vari materiali.

Un’altra accezione importante della parola scultura risale probabilmente al Duecento, ed è quella di opera scolpita. Con questo termine si definiscono immagini a tutto tondo - le statue - ma anche motivi ornamentali, fregi e incisioni.

Si possono distinguere vari tipi di scultura: alto rilievo, basso rilievo, tutto tondo, lo stiacciato, incavo, etc..

Una scultura si estende in tre dimensioni - altezza, larghezza e profondità - e con il suo volume occupa uno spazio, mentre la luce e le ombre ne modellano le forme.

Le sculture esposte al pubblico possono avere dimensioni monumentali - ad esempio le statue equestri - e spesso rappresentano una idealizzazione della figura umana.

Un altro valore più generale del termine scultura - che troviamo attestato nell’Ariosto - è quello di produzione scultorea di una determinata scuola o periodo.

Oggi la scultura ha varie destinazioni: viene applicata ad esempio nella decorazione degli oggetti per renderli più ricchi e originali. Come decorazione plastica la scultura si sviluppa anche nell’ambito dell’artigianato. Pensiamo ai mobili, alle armi, agli strumenti musicali e agli arredi sacri.

Dal vocabolo scolpire derivano alcune metafore: Giacomo Leopardi, ad esempio, invitava a scolpire le parole, ovvero "scolpirle" nella carta, affinché queste divengono patrimonio della memoria collettiva.

Vi sono infine modi di dire legati alla parola scultura: alcune immagini, persone o parole possono restare scolpite nella memoria, nella mente e soprattutto nel cuore. Riferendosi agli esseri umani, si può parlare di posa scultorea, profilo scultoreo e anche di corpo scultoreo.

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