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I materiali usati nella
scultura in "pietra" possono essere raggruppati variamente a
seconda delle caratteristiche fisiche e chimiche, l'origine geologica o
l'impiego nella pratica artistica. É possibile quindi individuare alcuni
gruppi omogenei.
Un primo gruppo comprende le
numerose rocce sedimentarie e metamorfiche più o meno tenere, come la
steatite, l'alabastro gessoso, il tufo, il travertino, le arenarie e i
calcari di diversi colori.
Un altro gruppo comprende
alcune rocce ignee molto dure, a struttura micro o macrocristallina,
come i basalti, i porfidi, i graniti, le dioriti.
Con la parola
"pietra" si intendono tutte le rocce sostanzialmente opache e
colorate, che conservano anche dopo la lavorazione le qualità materiali
della pietra, mentre per "marmo" si intende quello bianco
statuario, di colore bianco uniforme e di aspetto traslucido che può
essere condotto a un grado di estrema levigatezza e lucentezza, con la lavorazione
MARMO
Dal latino Marmor-oris;
dal greco marmaro – "μαρμαρο".
Roccia metamorfica derivata da
una completa ricristallizzazione di calcari puri per effetto di processi
metamorfici regionali o di contatto.
I marmi detti anche calcari
cristallini o saccaroidi sono caratterizzati da una struttura
completamente cristallina, grana uniforme più o meno grossa e sono
costituiti essenzialmente da calcite, talora con minima quantità di
componenti accessori come: epidoti, spinelli, micce, granati, anfiboli,
pirosseni, clorite, grafite e quarzo (Figg. a fianco).
A secondo della natura e
della distribuzione di tali componenti i marmi assumono colorazioni
variabilissime: dal bianco al grigio, al verde, al rosso, al giallo e
al nero. I tipici classici saccaroidi sono di color bianco candido.
Fra i marmi più famosi già
nel mondo antico ci sono quelli delle Alpi Apuane, detti marmi di
Carrara, di età Triassica Superiore.
Ne esistono alcune varietà
principali dette: statuario (candido, a grana fine - è molto pregiato);
bianco ordinario (a grana grossa); bianco chiaro (caratterizzato da
qualche venatura grigia); bardiglio (di colore grigio-azzurro).
Molto noti fin dall'antichità
erano anche i marmi greci delle isole di Paros, Naxos, Thassos, Tinos e
dell'Attica detti Imetto e Pentelico. Non esistono più queste cave,
ultima rimasta la cava di Dionissos (località nella provincia di Atene),
dalla quale viene estratto tutt'oggi il "bianco Dionissos".
Ci sono anche marmi, o meglio,
pietre dure che possono essere chiamati commerciali o per edilizia e
pavimentazione. Questi possono essere lucidati ed adoperati per la
decorazione dei complessi architettonici.
La caratteristica essenziale
delle pietre usate dallo scultore deve essere la compattezza, perché il
blocco deve opporre una resistenza uniforme alla lavorazione senza
sfaldarsi o rompersi lungo direttrici di frattura. Grandi preoccupazioni
suscitò sempre, la presenza non prevedibile di piccole fratture e di
crepe all'interno del blocco (come i cosiddetti "peli" del
marmo o "venature"), che costringono a volte lo scultore ad abbandonare il
lavoro già iniziato oppure girare lato (del blocco) e riprendere da capo la
lavorazione.
Nella scultura occidentale
dominano i marmi bianchi. La presenza di alcune loro caratteristiche
particolari rendono il marmo materiale ideale per la scultura, almeno dal punto di vista dell’estetica dell'umanesimo
occidentale.
L'omogeneità della struttura e
l'equilibrato grado di durezza favoriscono la lavorazione, mentre il
colore bianco uniforme, valorizza al massimo il gioco delle ombre e
delle luci e non interferisce nell'immagine; ma soprattutto la scultura
cristallina e la leggera trasparenza, consentono di differenziare al
massimo l'aspetto della superficie, dalla lucentezza e levigatezza,
all'opacità e ruvidità, dagli effetti atmosferici alla resa mimetica
delle più diverse materie.
Evidentemente inadatte alla
rappresentazione scultorea sono le pietre colorate, usate normalmente nella
decorazione architettonica. Tuttavia esse vennero impiegate
sporadicamente nella scultura ellenistica e romana, e più tardi in
quella barocca, per rappresentare stoffe e altri dettagli, in unione con
i marmi bianchi.
CLASSIFICAZIONE
DEI MARMI -
Antichi e Moderni
ANTICHI: vengono
chiamati i marmi adoperati nelle antiche civiltà (egizia,
greca e latina), estratti da cave non più in funzione.
MODERNI: vengono
chiamati i marmi usati attualmente che provengono da cave in
lavorazione (in essere) e di facile accesso.
I principali
marmi antichi sono:
-
Bianco-statuario o marmor parium o greco duro del
monte Marpeso dell'Isola di Paros (Arcipelago Greco). Il più
celebre dei marmi antichi di colore avorio leggermente trasparente,
che noi ammiriamo negli stupendi lavori della scultura greca
(Fregi del Partenone).
-
Greco fino o marmor pendelicum del monte Pendelico nell'antica
Attica; candido e di grana assai fine è il più somigliante
allo statuario delle Alpi Apuane (Carrara).
- Giallo
antico o Numidico o Libico del monte Maurasido nelle coste di
Barberia di colore giallo roseo come lo zafferano, con gradazioni
di bianco e spesso con macchie di giallo scuro livido dorato.
- Rosso antico
di grana finissima, di colore rosso cupo (di fegato) volgente al
porporino e qualche volta al rosa. E' spesso venato e macchiato di
bianco livido con lunghe e spesse linee nere intrecciate in forma
particolare.
-
Nero
antico o Tenaro proveniente dal promontorio omonimo nella
Laconia - Pelopponeso (Grecia). E' il più bello dei marmi neri conosciuti, è
di grana fine e di tessuto compatto di un nero cupo che alcune
volte è traversato da tenui fili retti bianchi ed è facilmente
lavorabile.
-
Nero
d'Egitto o di
Lucullo
veniva estratto da un'isola del Nilo.
-
Verde
antico uno dei più rari,e pregiati. Il suo colore è composto
da verde chiaro scuro.
-
Bianco
e giallo dell'Armenia.
TIPI VARI: botticino, calacata, venata, breccia,
aurora classica, cipollino, rosa porto gallo, rosso Trento, giallo
Siena, verde greco antico, travertino, bardiglio e altri.
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