ORDINE DORICO

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Il Partetone - Atene

L'Ordine dorico può essere interpretato come una risposta all'esigenza di esprimere visivamente l'unità ellenica.

Nato in Grecia intorno al 650 a.C. esso si diffuse rapidamente nelle città-stato dell'Italia meridionale e della Sicilia.

I suoi elementi fondamentali vennero fissati intorno al 600 a.C.; i mutamenti intervenuti in epoca successiva sono più che altro dei perfezionamenti.

La comparsa di quest'ordine architettonico è indice della crescente prosperità del mondo greco, e coincide col passaggio dal legno alla pietra nella costruzione di edifici monumentali.

La colonna rastremata senza base , che poggia direttamente sullo stilobate, sostiene il caratteristico capitello composto di due parti: l'echino dal profilo arrotondato e l'abaco a forma di lastra quadrangolare. Il capitello ha la funzione di sostenere i blocchi rettangolari di pietra che formano l'architrave.

Al di sopra dell'architrave vi sono il fregio e la cornice; insieme i tre elementi formano la trabeazione. Il fregio dorico tradisce le sue origini in edifici in legno; le lastre scanalate dette triglifi, infatti, imitano la testa delle travi. La loro trasformazione in elementi decorativi viene sottolineata dalle gocce, piccoli coni tronchi collocati al di sotto dei triglifi a imitazione dei cavicchi di legno.

 

Gli spazi tra i triglifi, le metope, sono in genere decorati con rilievi scolpiti che si riferiscono alla funzione dell'edificio o alla divinità alla quale esso è dedicato.

I romani adottarono tutti e tre gli ordini greci (dorico, ionico e corinzio), per articolare le loro costruzioni architettoniche.

Vitruvio, il grande teorico dell'architettura, fissò regole precise per l'uso dei tre ordini, le proporzioni dei diversi elementi e il corretto impiego dei dettagli, consigliando di riservare l'ordine dorico a divinità maschili.

particolare

Egli tuttavia si distacca dall'uso della Grecia classica, dove la scelta di quest'ordine aveva piuttosto connotazioni politiche e culturali.

A Roma l'ordine dorico non riscosse mai grande successo. Esso venne riesumato in epoca rinascimentale, quando , riprendendo le teorizzazioni vitruviane, lo si associò a un'immagine di moralità. Ma la sua vera rinascita si ebbe nel XVIII secolo con il neoclassicismo.

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