LA SCULTURA NELLE ANTICHE CIVILTA' DEL MEDITERRANEO

 

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"L'apparire ordinato nell'opera è il bello. La bellezza è una delle maniere in cui è presente la verità."

Martin Heidegger

 

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Arte cretese

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Arte micenea

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La porta dei Leoni - Micene

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Arte cicladica

 

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Suonatore di lira

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Arte egizia

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Colossi di Ambu Simbel

 

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Triade di Micerino,

circa 2500-2482 a.C.

Cairo, Museo Egizio

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Busto di Amenofi IV - Akhenaton, circa 1365-1360 a.C., Il Cairo, Museo Egizio

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Arte arcaica

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Kleobis - Polymedes di Argos (metà sec. VII a.C.) marmo, Museo di Delfi - Grecia

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Dama di Auxerre, Museo del Louvre, Parigi

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Arte classica

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La scultura

La statuaria greca ha come tema assoluto il corpo umano; poiché la figura umana è pensata essere la più eletta delle forme naturali e la più prossima alla perfezione ideale, essa è anche quella che compendia nell’armonia delle proprie forme l’infinita armonia del cosmo: più che una ripetizione della morfologia del corpo umano, la statua è l’espressione in figura umana della natura come un tutto, e cioè ancora dello spazio.

 

Arte cretese

Mentre in Egitto si sviluppava una delle più grandi civiltà del mondo antico, nel Mediterraneo orientale una diversa cultura artistica sorgeva in alcune isole e in alcuni territori della penisola greca.

Fu soprattutto dall’isola di Creta che vennero le più originali novità, ed è qui che si sviluppa quella cultura figurativa definita anche "minoica" dal nome del mitico re Minosse.

Le prime manifestazioni si datano al 2.500 a.C., quando in Egitto sono già sorte le grandi piramidi. La storia dell’arte individua tre principali periodi:

  • periodo prepalaziale (o minoico antico): dal 2.500 al 2.000 a.C.

  • periodo dei primi palazzi (o minoico medio): dal 2.000 al 1.700 a.C.

  • periodo dei secondi palazzi (o minoico tardo): dal 1.700 al 1.350 a.C.

Rispetto all’antico Egitto, a Creta si sviluppò una civiltà dai caratteri più liberi e fantasiosi, meno condizionata da poteri forti, e, forse, data la sua condizione insulare, meno angosciata da guerre e da saccheggi, e quindi meno oppressa dalla militarizzazione della propria società.

La decorazione dei palazzi cretesi presentava un carattere di assoluta novità: non si affidava alla decorazione plastica di sculture a tutto tondo o a basso rilievo inserite in parti dell’edificio, ma al colore delle superfici.

In questi palazzi, l’arte figurativa giocava un ruolo, fino ad allora, inedito: quello della "decorazione". Le immagini, cioè, non venivano utilizzate per rappresentare concetti da comunicare, come nell’arte egiziana, ma venivano utilizzate per abbellire i luoghi di vita. E, quindi, il carattere richiesto ad un’arte così intesa, è, ovviamente, la bellezza. Il fine è quello del godimento estetico. Fu proprio in questo momento, che nacque il concetto che "arte" è sinonimo di "bello".

 

Arte micenea

Erede della civiltà minoica, stretta dalla sua alta posizione, uno dei più imponenti e suggestivi monumenti della Grecia arcaica: Micene.

Mentre sull’isola di Creta di sviluppa il tardo minoico, sulla penisola greca una nuova civiltà acquista importanza in campo artistico: è quella "micenea", così definita dalla città di Micene che per prima fu riscoperta nel 1874 dal archeologo Heinrich Schliemann. In questo centro, come in quello di Tirinto e di altre città del Peloponneso, si sviluppò quella civiltà che diede i natali agli eroi omerici protagonisti della guerra contro Troia.

La civiltà micenea, come quella cretese, viene suddivisa in tre periodi principali:

  • miceneo antico: dal 1.500 al 1.100 a.C.

  • miceneo medio: dal 1.500 al 1.400 a.C.

  • miceneo tardo: dal 1.400 al 1.100 a.C.

I palazzi micenei, posti in posizione dominante su alture circondate da mura, hanno quindi un aspetto più regolare ed ordinato rispetto a quelli cretesi. Di particolare interesse è soprattutto la famosa Tomba di Agamennone, anche chiamata Tesoro di Atreo, costituita da un tholos a pseudo-cupola.

In campo figurativo poche sono le differenze rispetto alla civiltà cretese, anche se manca spesso il carattere di gioiosa libertà creativa di quest’ultima.

 

Arte cicladica

Il nome viene dato anche alla civiltà "Cicladica" la quale, priva di una fase neolitica, conobbe nell'antica età del bronzo (cicladico antico: 3000-2000 A.C.), una notevole fioritura culturale dovuta allo sfruttamento e lavorazione dei minerali (ossidiana, marmo, rame).

Tipici delle Cicladi furono i vasi di pietra levigata e gli "idoli" marmorei molto esportati ed imitati.

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Arte egizia

L'arte che l'Egitto sviluppò durante i trenta secoli della sua storia non ebbe impostazione estetica ma costituì l'elaborazione di formulazioni teologiche e determinazioni di simboli legati ai rituali della religione.

  • Periodo Protodinastico (3.000-2.650 a.C.)

  • Antico Regno (2.650-2.200 a.C.)

  • Primo periodo intermedio (2.200-2.040 a.C.)

  • Medio Regno (2.040-1.778 a.C.)

  • Secondo periodo intermedio (1.778-1.570 a.C.)

  • Nuovo Regno (1.570-1.085 a.C.)

  • Terzo periodo intermedio (1.085-712 a.C.)

  • Periodo tardo (712-332 a.C.)

  • Periodo tolemaico (332-30 a.C.)

Anche per le arti plastiche e figurative il discorso non è diverso; i rilievi, i disegni, le pitture, le statue erano invocazioni ed evocazioni.

Nel disegno possiamo distinguere tre tipi di esecuzione:

1. contorni disegnati o incisi a colori sulle pareti;

2. disegni nei quali non soli i contorni ma anche i dettagli sono dipinti;

3. disegni nei quali la superficie che circonda la figura è scavata e portata ad un livello più basso nei quali è la parte interna al contorno della figura ad essere abbassata.

La statuaria egiziana è il compendio delle teorie religiose della rinascita. Le statue erano "figure viventi", le immagini del faraone segnavano nel tempio la presenza effettiva del monarca; lo scultore era "donatore di vita" e scolpiva la sua opera affinché durasse in eterno.

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Arte arcaica

Il periodo dell'arte greca che si colloca fra quello geometrico e quello classico, e più precisamente fra il 650 a.C. e il 480 A.C..

Nella scultura arcaica la figura, prima rigida e squadrata perché vista dall'artista secondo piani paralleli, trovò poi punti di visione molteplici e un migliore inserimento nello spazio, passando così dall'astrazione "dedalica" a una maggiore aderenza alla realtà.

Oltre che architettonica la scultura era votiva, funeraria, onoraria (statue di vincitori di gare atletiche; gruppo dei Tirannicidi). Restano molti originali in pietra o marmo; numerosissime poi le piccole statuette di divinità o di offerenti, in bronzo, avorio, terracotta, provenienti da diversi santuari greci.

Pochi erano i tipi della grande statuaria, tra cui anzitutto quello del "kouros" (statua maschile nuda, in piedi, con la gamba sinistra avanzata) e della "kore" in greco "κορη" (statua femminile in posizione analoga, vestita di chitone e himαtion), tipi documentati dai numerosi esempi trovati nella cosiddetta colmata persiana dell'Acropoli di Atene ed oggi al Museo dell'Acropoli (dalla metà del sec. VI a. C. ai primi decenni del V) ma presenti in Attica (Atene, Museo Archeologico Nazionale) e in altre località già alla fine del sec. VII; in essi è soprattutto evidente la progressiva conquista della conoscenza dell'anatomia umana. Si distinguono convenzionalmente lo stile dorico, proprio della Grecia continentale e del Peloponneso, piuttosto rigido e pesante; lo stile ionico, proprio delle isole egee, più ricercato e decorativo; e, dalla metà del sec. VI, lo stile attico, proprio di Atene, che fonde la severità dorica con l'eleganza ionica.

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Arte classica

  • Stile severo (età di transizione durato trent'anni)

  • Età classica

  • Seconda classicità

Il passaggio dall'arte arcaica a quella classica si ebbe attraverso lo stile severo, dalle guerre persiane 480 a. C. alla metà del sec. V. In esso si fusero le precedenti esperienze e, superata l'astratta monumentalità arcaica, si affrontarono i problemi del naturalismo e del movimento.

La cultura ionica ha generato il concetto di cultura classica. Il concetto di classico deriva sempre dal mondo della natura e ricerca non solamente la proporzione ma anche la sintesi delle diverse possibilità del corpo umano attorno allo spazio che lo circonda. Il corpo umano non è più solamente statico, come lo era con i Kouros dorici dove il piede in avanti serviva a dare stabilità alla statua e non ad esprimere movimento, ma diventa ricerca dinamica, contrapposizione tra tensione e rilassatezza della muscolatura.

Gli stili confluiscono lentamente gli uni sugli altri attraverso un progressivo mutamento di scelte formali. Alla scelta statica che fa riferimento ai Kouros arcaici segue una progressiva ricerca dinamica delle forme e di sempre maggiore correttezza nelle forme dei corpi.

Nei "Tirannicidi" abbiamo un esempio di quello che viene definito lo stile severo ed è la prima formulazione dello stile classico. I due personaggi non compiono un'azione ma sono rappresentati nella posa simbolica ed austera del gesto eroico. Il gesto è quindi costruito appositamente per eroicizzare l'azione; lo scultore non intendeva assolutamente rappresentare un momento ma un simbolo universale, per questo i volti non fanno riferimento ai tratti reali dei due personaggi ma allo stesso carattere universale che già apparteneva ai Kouros.

Il massimo raggiungimento di armonia delle forme e del movimento venne raggiunto da Policleto di Argo, attivo nella seconda metà del V secolo, che fissò un canone proporzionale, cioè il principio strutturale della figurazione statuaria e lo fissa in una statua di atleta, "Il Doriforo".

Una gamba si flette e arretra, la spalla opposta si abbassa, alla gamba piegata corrisponde il braccio flesso, alla portante quello abbassato, la testa si gira reclinata. Allo studio ritmico si univa quello delle proporzioni regolate su una misura base che ne costituiva il canone, fissato dall'artista in un trattato.

Si codificava così, nel tempo stesso in cui il sofista Protagora proclamava nel suo trattato "Delle verità" essere l'uomo la misura di tutte le cose.

 

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