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La
scultura
La
statuaria greca ha come tema assoluto il corpo umano; poiché la figura
umana è pensata essere la più eletta delle forme naturali e la più
prossima alla perfezione ideale, essa è anche quella che compendia nell’armonia
delle proprie forme l’infinita armonia del cosmo: più che una
ripetizione della morfologia del corpo umano, la statua è l’espressione
in figura umana della natura come un tutto, e cioè ancora dello spazio.
Arte
cretese
Mentre
in Egitto si sviluppava una delle più grandi civiltà del mondo
antico, nel Mediterraneo orientale una diversa cultura artistica sorgeva
in alcune isole e in alcuni territori della penisola greca.
Fu
soprattutto dall’isola di Creta che vennero le più originali novità,
ed è qui che si sviluppa quella cultura figurativa definita anche
"minoica"
dal nome del mitico re Minosse.
Le
prime manifestazioni si datano al 2.500 a.C., quando in Egitto sono già
sorte le grandi piramidi. La storia dell’arte individua tre principali
periodi:
-
periodo
prepalaziale (o minoico antico): dal 2.500 al 2.000 a.C.
-
periodo
dei primi palazzi (o minoico medio): dal 2.000 al 1.700
a.C.
-
periodo
dei secondi palazzi (o minoico tardo): dal 1.700 al
1.350 a.C.
Rispetto
all’antico Egitto, a Creta si sviluppò una civiltà dai caratteri
più liberi e fantasiosi, meno condizionata da poteri forti, e, forse,
data la sua condizione insulare, meno angosciata da guerre e da
saccheggi, e quindi meno oppressa dalla militarizzazione della propria
società.
La
decorazione dei palazzi cretesi presentava un carattere di assoluta
novità: non si affidava alla decorazione plastica di sculture a tutto
tondo o a basso rilievo inserite in parti dell’edificio, ma al colore
delle superfici.
In
questi palazzi, l’arte figurativa giocava un ruolo, fino ad allora,
inedito: quello della "decorazione".
Le immagini, cioè, non venivano utilizzate per rappresentare concetti
da comunicare, come nell’arte egiziana, ma venivano utilizzate per
abbellire i luoghi di vita. E, quindi, il carattere richiesto ad un’arte
così intesa, è, ovviamente, la bellezza. Il fine è quello del
godimento estetico. Fu proprio in questo momento, che nacque il concetto
che "arte"
è sinonimo di "bello".
Arte
micenea
Erede
della civiltà minoica, stretta dalla sua alta posizione, uno dei più
imponenti e suggestivi monumenti della Grecia arcaica: Micene.
Mentre
sull’isola di Creta di sviluppa il tardo minoico, sulla penisola greca
una nuova civiltà acquista importanza in campo artistico: è quella
"micenea",
così definita dalla città di Micene che per prima fu riscoperta nel
1874 dal archeologo Heinrich Schliemann. In questo centro, come in
quello di Tirinto e di altre città del Peloponneso, si sviluppò quella
civiltà che diede i natali agli eroi omerici protagonisti della guerra
contro Troia.
La
civiltà micenea, come quella cretese, viene suddivisa in tre periodi
principali:
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miceneo
antico: dal 1.500 al 1.100 a.C.
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miceneo
medio: dal 1.500 al 1.400 a.C.
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miceneo
tardo: dal 1.400 al 1.100 a.C.
I
palazzi micenei, posti in posizione dominante su alture circondate da
mura, hanno quindi un aspetto più regolare ed ordinato rispetto a
quelli cretesi. Di particolare interesse è soprattutto la famosa Tomba
di Agamennone, anche chiamata Tesoro di Atreo, costituita da un tholos a
pseudo-cupola.
In
campo figurativo poche sono le differenze rispetto alla civiltà
cretese, anche se manca spesso il carattere di gioiosa libertà creativa
di quest’ultima.
Arte
cicladica
Il nome
viene dato anche alla civiltà "Cicladica" la quale, priva di
una fase neolitica, conobbe nell'antica età del bronzo (cicladico antico:
3000-2000 A.C.), una notevole fioritura culturale dovuta allo sfruttamento
e lavorazione dei minerali (ossidiana, marmo, rame).
Tipici
delle Cicladi furono i vasi di pietra levigata e gli "idoli"
marmorei molto
esportati ed imitati.
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Arte egizia
L'arte
che l'Egitto sviluppò durante i trenta secoli della sua storia non ebbe
impostazione estetica ma costituì l'elaborazione di formulazioni
teologiche e determinazioni di simboli legati ai rituali della religione.
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Periodo
Protodinastico (3.000-2.650 a.C.)
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Antico
Regno (2.650-2.200 a.C.)
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Primo
periodo intermedio (2.200-2.040 a.C.)
-
Medio
Regno (2.040-1.778 a.C.)
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Secondo
periodo intermedio (1.778-1.570 a.C.)
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Nuovo
Regno (1.570-1.085 a.C.)
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Terzo
periodo intermedio (1.085-712 a.C.)
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Periodo
tardo (712-332 a.C.)
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Periodo
tolemaico (332-30 a.C.)
Anche per
le arti plastiche e figurative il discorso non è diverso; i rilievi, i
disegni, le pitture, le statue erano invocazioni ed evocazioni.
Nel
disegno possiamo distinguere tre tipi di esecuzione:
1.
contorni disegnati o incisi a colori sulle pareti;
2.
disegni nei quali non soli i contorni ma anche i dettagli sono dipinti;
3.
disegni nei quali la superficie che circonda la figura è scavata e
portata ad un livello più basso nei quali è la parte interna al contorno
della figura ad essere abbassata.
La
statuaria egiziana è il compendio delle teorie religiose della rinascita.
Le statue erano "figure viventi", le immagini del faraone
segnavano nel tempio la presenza effettiva del monarca; lo scultore era
"donatore di vita" e scolpiva la sua opera affinché durasse in
eterno.
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Arte arcaica
Il periodo dell'arte greca che si colloca fra
quello geometrico e quello classico, e più precisamente fra il 650 a.C. e il
480 A.C..
Nella
scultura arcaica la figura, prima rigida e squadrata perché vista
dall'artista secondo piani paralleli, trovò poi punti di visione
molteplici e un migliore inserimento nello spazio, passando così
dall'astrazione "dedalica"
a una maggiore aderenza alla realtà.
Oltre che
architettonica la scultura era votiva, funeraria, onoraria (statue di
vincitori di gare atletiche; gruppo dei Tirannicidi). Restano molti
originali in pietra o marmo; numerosissime poi le piccole statuette di
divinità o di offerenti, in bronzo, avorio, terracotta, provenienti da
diversi santuari greci.
Pochi
erano i tipi della grande statuaria, tra cui anzitutto quello del "kouros"
(statua maschile nuda, in piedi, con la gamba sinistra avanzata) e della
"kore"
in greco "κορη"
(statua femminile in posizione analoga, vestita di chitone e himαtion),
tipi documentati dai numerosi esempi trovati nella cosiddetta colmata
persiana dell'Acropoli di Atene ed oggi al Museo dell'Acropoli (dalla metà
del sec. VI a. C. ai primi decenni del V) ma presenti in Attica (Atene,
Museo Archeologico Nazionale) e in altre località già alla fine del
sec. VII; in essi è soprattutto evidente la progressiva conquista della
conoscenza dell'anatomia umana. Si distinguono convenzionalmente lo
stile dorico, proprio della Grecia continentale e del Peloponneso, piuttosto
rigido e pesante; lo stile ionico, proprio delle isole egee, più
ricercato e decorativo; e, dalla metà del sec. VI, lo stile attico,
proprio di Atene, che fonde la severità dorica con l'eleganza ionica.
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Arte
classica
Il
passaggio dall'arte arcaica a quella classica si ebbe attraverso lo
stile severo, dalle guerre persiane 480 a. C. alla metà del sec. V. In
esso si fusero le precedenti esperienze e, superata l'astratta
monumentalità arcaica, si affrontarono i problemi del naturalismo e del
movimento.
La
cultura ionica ha generato il concetto di cultura classica. Il concetto
di classico deriva sempre dal mondo della natura e ricerca non solamente
la proporzione ma anche la sintesi delle diverse possibilità del corpo
umano attorno allo spazio che lo circonda. Il corpo umano non è più
solamente statico, come lo era con i Kouros dorici dove il piede in
avanti serviva a dare stabilità alla statua e non ad esprimere
movimento, ma diventa ricerca dinamica, contrapposizione tra tensione e
rilassatezza della muscolatura.
Gli
stili confluiscono lentamente gli uni sugli altri attraverso un
progressivo mutamento di scelte formali. Alla scelta statica che fa
riferimento ai Kouros arcaici segue una progressiva ricerca dinamica
delle forme e di sempre maggiore correttezza nelle forme dei corpi.
Nei
"Tirannicidi" abbiamo un esempio di quello che viene
definito lo stile severo ed è la prima formulazione dello stile
classico. I due personaggi non compiono un'azione ma sono rappresentati
nella posa simbolica ed austera del gesto eroico. Il gesto è quindi
costruito appositamente per eroicizzare l'azione; lo scultore non
intendeva assolutamente rappresentare un momento ma un simbolo
universale, per questo i volti non fanno riferimento ai tratti reali dei
due personaggi ma allo stesso carattere universale che già apparteneva
ai Kouros.
Il
massimo raggiungimento di armonia delle forme e del movimento venne
raggiunto da Policleto di Argo, attivo nella seconda metà del V secolo,
che fissò un canone proporzionale, cioè il principio
strutturale della figurazione statuaria e lo fissa in una statua di
atleta, "Il Doriforo".
Una
gamba si flette e arretra, la spalla opposta si abbassa, alla gamba
piegata corrisponde il braccio flesso, alla portante quello abbassato,
la testa si gira reclinata. Allo studio ritmico si univa quello delle
proporzioni regolate su una misura base che ne costituiva il canone,
fissato dall'artista in un trattato.
Si
codificava così, nel tempo stesso in cui il sofista Protagora
proclamava nel suo trattato "Delle verità" essere
l'uomo la misura di tutte le cose.
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